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martedì 11 ottobre 2011

Milazzo, le due note sul Castello

Per completezza d’informazione, la lettera aperta dell’ex sindaco Italiano e la replica di quello in carica, Pino. La prima tratta dal sito “La Città di Milazzo”.it, rubrica Agorà di domenica 09 Ottobre 2011, l’altra, il comunicato Ufficio stampa del comune di Milazzo, martedì 11-10-2011.

"O che bel castello".
Lettera aperta dell'ex sindaco Italiano, tratta dal sito “La Citta di Milazzo” . it , rubrica Agorà. Domenica 09 Ottobre 2011 Egr. Direttore, leggo sul suo giornale notizie, riportate nell’articolo ‘’O che bel Castello’’, che non trovano alcun fondamento nell’operato e nelle procedure poste in essere dalla mia amministrazione per l’esecuzione dell’appalto dei cinque lotti funzionali per il restauro conservativo del Castello.
Oggi appare superfluo e anacronistico ripercorrere e ricordare l’iter intrapreso dalla mia amministrazione per sbrogliare quella matassa di confusione procedurale determinata dall’assessore di oggi e del 2004, la Prof. Scolaro, la quale ha proposto una deliberazione in contrasto con le più elementari norme che regolano l’appalto di evidenza pubblica, oltre che con i criteri più basilari di trasparenza, poi approvata dalla giunta dell’epoca.
Deliberazione alla quale i dirigenti e i funzionari incaricati non hanno inteso dare seguito, sottoponendo la mia amministrazione, intervenuta nel 2005, ad un autentico tour de force per salvare il finanziamento.
Sin dall’estate del 2009, giungeva richiesta di molti consiglieri comunali, delle associazioni culturali, nonchè di alcune testate locali ivi compreso “la città “di visitare il Castello, per rendersi conto de visu di ciò che si era realizzato in pochi mesi di intenso lavoro.
E’ opportuno ricordare che per il recupero e la conservazione della Cittadella Fortificata si è dato corso a tre appalti di opere pubbliche: tutti ultimati nei termini contrattuali (come la quasi totalità di quelli espletati durante la mia sindacatura), senza apposizione di riserve e strascichi vari (come la quasi totalità di quelli espletati durante la mia sindacatura), con oltre 250 lavoratori impegnati nei cantieri (indotto a parte), per un cronoprogramma di spesa, perfettamente rispettato, di 1.000.000/00 euro al mese. Il tutto sotto l’Alta Sorveglianza del Servizio Beni Architettonici della Soprintendenza per i BB.CC.AA. di Messina.
L’attuale Sindaco non perde occasione per comunicare notizie che non rispondono al vero pur di creare spettacolo e sensazione nell’opinione pubblica, tant’è che sin dal suo insediamento, nelle dichiarazione rese in più occasioni, ha confuso la visita al Castello (sotto la vigilanza del personale messo a disposizione dalla ditta esecutrice e del personale tecnico dell’Ente) con la consegna dell’opera pubblica.
Solo chi non conosce i fatti, o ha interesse a sviarli, può dichiarare che si è proceduto ad una apertura e inaugurazione della struttura, dal momento che è palese, anche per chi si affaccia per la prima volta alla gestione della cosa pubblica, che per l’apertura definitiva della Cittadella Fortificata e per l’integrale fruizione di essa occorre un iter lungo dall’ultimazione dei lavori; collaudi, riconsegna delle aree, autorizzazioni varie: procedure che tra l’altro coinvolgono organi terzi rispetto alla Stazione Appaltante.
Risulta oltremodo lesivo della mia dignità politica e personale quanto riportato dal Vs. giornale nell’articolo “O CHE BEL CASTELLO’’.
Al contrario di quanto riferito nell’articolo né alcun componente della mia amministrazione, nè i tecnici dell’Ente, hanno mai conferito incarico ad alcuna ditta per la fornitura del servizio di catering in occasione dell’apertura della struttura.
Avendo appreso tali gravi inesattezze, in giornata stessa mi sono documentato presso il titolare della ditta fornitrice del servizio di catering per avere chiarimenti in merito: mi è stato riferito che il servizio di catering è stato commissionato dall’impresa che ha eseguito i lavori relativi all’appalto principale e mi è stata esibita fattura, intestata alla predetta impresa, regolarmente quietanzata. L’Ente è assolutamente estraneo a qualsiasi rapporto con forniture di servizi di catering per l’apertura del Castello.
Ciò, ovviamente, non mi ha sorpreso!
Le dichiarazioni rese dell’attuale capo dell’amministrazione comunale e riportate e commentate dalla vostra testata,evidenziano grande superficialità e grande confusione quando riferiscono circostanze che nulla hanno a che vedere con l’attività da me svolta. Farebbe bene, da amministratore attento, a soppesare quanto afferma e non lasciarsi andare ad affermazioni forse utili ad offuscare la verità, ma destinate a restare prive di riscontro. Tra l’altro, riguardanti fatti poco rilevanti rispetto al grande impegno profuso e all’ingente finanziamento utilizzato nei tempi previsti.
Tali affermazioni sembrano piuttosto un tentativo piuttosto maldestro di distogliere la pubblica opinione sulle mancate risposte dopo un anno e quasi sei mesi di amministrazione.
Sulla mancata apertura della Cittadella Fortificata, è doveroso fare qualche puntualizzazione. Non costituisce valido motivo tenere chiusa la struttura perché presenta alcuni punti non in sicurezza. Fermo restando che per le caratteristiche intrinseche del Castello esso presenterà sempre dei punti di pericolo, sarebbe stato sufficiente impiegare il personale preposto alla guida per indirizzare l’utenza verso le zone accessibili e inibire l’accesso alle poche zone non in sicurezza. Come, d’altro canto, era in passato.
Apprendo che soltanto adesso sono in corso dei lavori di piccola entità per risolvere qualche dettaglio. Perché attendere un anno e mezzo?
E mi chiedo: quali sono i motivi per i quali non è stato dato seguito alla perizia di variante per gli ulteriori lavori di recupero del Castello, concordata dalla mia amministrazione con la Soprintendenza per i BB.CC.AA. e da questa addirittura approvata? L’Assessorato Regionale per i BB.CC., pur non disponendo all’atto della trasmissione di tale variante dell’importo necessario, è in attesa del provvedimento di approvazione da parte del Comune di Milazzo.
Si tratta solo di superficialità e di incompetenza? O si nascondono altri motivi?
Invito l’opinione pubblica e, quindi, anche codesta testata, ad approfondire questi temi. Tentare di dare una spiegazione ai veri motivi per i quali il Castello è rimasto ed è chiuso, piuttosto che dare seguito a chiacchiere da bar distantissime dalla realtà dei fatti ed incappare, anche Voi, in inesattezze lesive, tra l’altro, della mia dignità personale. Ritengo dovuto questo chiarimento, con riserva di agire per la tutela dei miei diritti.
Si chiede alla S.V.di pubblicare la presente nella sua interezza, cordialmente
Lorenzo Italiano
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Catering al Castello, Pino replica ad Italiano
11/10/2011, il comunicato dell'Ufficio Stampa del comune di Milazzo
Il sindaco Carmelo Pino, a proposito delle notizie apparse sugli organi di stampa riportanti dichiarazioni del suo predecessore Lorenzo Italiano a proposito del servizio catering, ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“ Basta con le bugie, per cortesia! I cittadini sono stanchi e non possono correre il rischio di essere confusi da dichiarazioni che vorrebbero solo screditare una Amministrazione che invece sin dal primo giorno ha dovuto chiedere ai cittadini sacrifici e rinunce nel tentativo di risanare una situazione finanziaria molto grave.
Il sig. Lorenzo Italiano nel replicare ad una dichiarazione del sottoscritto sul Castello di Milazzo, nella quale si evidenziava l’ennesima anomalia della sua gestione amministrativa, mi accusa di “comunicare notizie che non rispondono al vero pur di creare spettacolo e sensazione nell’opinione pubblica…”. E aggiunge che farei “confusione”.
Ebbene parto proprio da qui per restituire – carte alla mano – al mittente queste affermazioni.
Il sig. Italiano dice infatti che le spese di catering sostenute pari a circa 10 mila euro sono state pagate dall’impresa che ha eseguito i lavori relativi all’appalto del Castello e di aver visto la fattura intestata alla stessa impresa, regolarmente quietanzata. Ne prendo atto e con mia grande meraviglia – anche se ormai non mi sorprendo più di nulla – debbo riscontrare che per la stessa occasione i catering evidentemente sono stati due! Infatti in data 16 dicembre 2010 è pervenuta al Comune di Milazzo una fattura per l’importo di 9000 euro da parte del titolare di un noto locale di Milazzo, con la quale si chiede il pagamento di tale somma con la seguente dicitura: “Servizio catering e buffet di dolci, frutta e salato, compreso il beverage, il servizio con 12 camerieri ed il facchinaggio reso per Vs. conto per n. 500 persone in data 23 maggio 2010 presso il Castello di Milazzo in occasione della sua inaugurazione”.
Tale fattura non è stata pagata e anzi restituita alla ditta, mancando di impegno di spesa, con una lettera a firma del responsabile dell’ufficio che evidenzia come “codesta ditta, ai sensi delle disposizioni vigenti, potrà far valere le proprie ragioni di credito direttamente nei confronti di chi si è reso responsabile del debito senza curare gli adempimenti propedeutici di rito”.
A marzo 2011 la stessa ditta ha dato incarico ad un legale di attivare le procedure nei confronti del Comune di Milazzo per incassare la fattura, anche con una eventuale transazione, preannunciando che in mancanza di riscontro, si procederà a decreto ingiuntivo.
Questi comunque sono fatti e non parole in libertà.
Certo una considerazione debbo farla: se la pretesa di pagamento del presunto catering risulterà fondata, ci troveremo per quella che il sig. Italiano definisce una semplice “visita di cantiere” di fronte ad un record difficilmente eguagliabile: due catering in una sola manifestazione.
E’ strano però che solo oggi l’ex sindaco parli di visita di cantiere, visto che il manifesto che l’Amministrazione Comunale pro-tempore aveva fatto affiggere lungo le strade cittadine alla vigilia del 23 maggio 2010 e delle ultime elezioni amministrative, annunciava la presentazione del «Castello restaurato» e non «in corso di restauro».
E anche il comunicato stampa ufficiale diffuso dal Comune di Milazzo alla vigilia di quel 23 maggio era chiaro: «Domenica 23 maggio alle 11 - si legge nel comunicato - l’Amministrazione ha annunciato la cerimonia di consegna dell’imponente fortilizio che – si auspica – possa diventare, dopo gli interventi di restauro il riferimento dello sviluppo culturale, turistico ed economico della città. Il sindaco Italiano ha auspicato che tutta la cittadinanza partecipi alla riapertura dell’antico maniero».
Ed ancora il discorso pronunciato dall’allora sindaco il 23 maggio 2010, pubblicato nel sito internet comunale il giorno successivo: «Il Castello rappresenta uno scrigno di cultura che si identifica pienamente con la storia della nostra città – ha affermato Lorenzo Italiano, subito dopo il taglio del nastro (proprio così, taglio del nastro, documentato da servizi fotografici). Oggi restituiamo questa struttura alla collettività….. e, appunto, il maniero appena restaurato”.
L’Ufficio Stampa

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