Dopo la riunione del consiglio comunale di lunedi 6 maggio l’assessore alle Finanze del Comune, Pippo Midili ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Abbiamo assistito ieri sera in consiglio comunale alla mortificazione della legge dello Stato. Ho assistito attonito e sgomento a quanto sciorinato dal Revisore dei Conti, Dottor Piraino, rispetto alla situazione economico finanziaria dell'Ente, con l'avallo di alcuni consiglieri comunali che sembrano pendere dalle labbra di chi porta il verbo di una verità capovolta. Non solo il Sindaco Pino ha ragione quando dichiara di essere in presenza di un organo di revisione politicizzato, ma ieri sera se ne è avuta la prova lampante.
Il Dottor Piraino ha coniato un nuovo termine che, certamente, entrerà nella giurisprudenza italiana. " Il dissesto amministrativo". La sua ricetta per salvare il Comune di Milazzo è quella di affidare ad una società di riscossione esterna il recupero dei crediti che il Comune di Milazzo vanterebbe nei confronti dei propri cittadini. Il condizionale è d'obbligo visto che non tiene conto, il Dottor Piraino, che per affidare all'esterno il servizio, passeranno almeno sei mesi e che per cominciare ad avere i primi introiti certi ne servono, anche alla migliore società di riscossione, almeno altri 12. Diciotto mesi nei quali il Dottor Piraino non ha indicato come fare fronte ai pagamenti dei 13 milioni e mezzo di euro di mandati di pagamento giacenti al Comune, di come fare fronte al rientro dell'anticipazione di cassa di 6 milioni, di come pagare i mutui contratti negli anni precedenti dal Comune e che ogni anno costano all'ente oltre 2 milioni, di come bloccare l'emorragia di interessi che assommano ad oltre 1 milione di euro annui, a come fare fronte al pagamento dei debiti fuori bilancio riconosciuti ed a quelli da riconoscere che sommano ad oltre 10 milioni di euro o a come pagare le bollette della luce che hanno un pregresso di oltre 2 milioni di euro o ancora come pagare i bolli dei mezzi comunali, la benzina per gli automezzi, la revisione degli stessi, i servizi essenziali a rischio.
Ma soprattutto il Dottor Piraino non dice come si dovrebbe fare fronte al pagamento degli stipendi dei dipendenti di ruolo e dei contrattisti. Stipendi che sono a forte rischio come sottolineato dall'Amministrazione sin dal mese di febbraio e che solo attraverso notevoli sforzi sono stati fino ad oggi garantiti.
Forse il Dottor Piraino pensa che la società di riscossione a cui suggerisce di rivolgerci anticiperebbe somme al Comune. Sarebbero comunque somme irrisorie di fronte ai numeri appena descritti e comunque somme che allungherebbero poi i tempi della riscossione di molti mesi ancora. Una anticipazione di somme con reintegro delle stesse ad incasso. Quello che prendi oggi non lo prenderai domani.
Il Dottor Piraino, dal 14 marzo 2012 chiamato a dire se c'è dissesto finanziario ( l'unico riconosciuto dalla normativa vigente in Italia e quindi anche a Milazzo), si è invece limitato a trarre spunti politici su indicazioni di massima senza numeri e tempi certi.
Adduce la mancanza di numeri al fatto che gli vengono negati dagli uffici. Eppure i conti che invece sono a sua disposizione non li esamina.
Non ci dice per esempio, se è vero che dai bilanci comunali sono stati cancellati 4.860.000,00 euro di disavanzo di amministrazione. Non ci spiega perché il costo del personale fino al 2010 è stato calcolato in maniera non congrua nei bilanci. Non ci da spiegazioni tecniche, le uniche per cui è chiamato a ricoprire il ruolo, su come sia stato possibile che molti bilanci che non hanno mantenuto gli equilibri siano stati invece certificati in equilibrio.
Non ci spiega se è il caso di iniziare azioni di recupero somme per incarichi dirigenziali che non potevano essere fatti in presenza dello sforamento del patto di stabilità, così nel 2004 come nel 2009. Gli anni ed i bilanci che hanno determinato un dissesto finanziario certo, non vengono presi in considerazione. Non interessano. Perché non interessa rendere conto alla città di quanti debiti siano stati " regalati” a tutti i cittadini, dall'ultimo nato di questa mattina al più anziano dei Milazzesi.
Chi oggi dice di volere il bene della città non dovrebbe avere remore ne ripensamenti nel togliere una cappa opprimente da Milazzo e consentire a chi è stato chiamato ad amministrare di fare ciò che è nelle proprie possibilità fare”.
L’ufficio stampa
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