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domenica 11 luglio 2010

Milazzo: DeM (Democratici e Milazzesi ), sulla tassa dei rifiuti ed altri servizi a domanda individuale

Comunicato stampa del 08.07.2010
Siamo sconcertati per il contenuto delle deliberazioni 161, 167 e 168 del 30 giugno 2010, con le quali la Giunta del Sindaco Carmelo Pino ha aumentato significativamente il costo della tassa dei rifiuti ed altri servizi a domanda individuale. Ci saremmo aspettati che, come abbiamo ripetutamente chiesto, la nuova amministrazione per prima cosa si rivolgesse ai milazzesi che hanno pagato la tariffa illegittimamente richiesta dall'ATO garantendo loro che per gli anni a venire non saranno più costretti a pagare fino al raggiungimento degli importi già versati e che rassicurasse quelli che non hanno pagato, predisponendo i ruoli della TARSU secondo i valori vigenti nel 2005 ed ammettendo i contribuenti ad un pagamento rateizzato. Ed invece ci ritroviamo con un aumento del 50% del costo del servizio di igiene urbana, calcolato su un piano tariffario evidentemente inadeguato, che prevede, in maniera del tutto fantasiosa, il raggiungimento entro il 2010 di una percentuale di raccolta differenziata pari al 35%; l'annuncio che nel 2011 si provvederà alla copertura del 100% del costo attraverso un'ulteriore insensata tassazione; le rette degli asili nido incrementate del 30%, il servizio mensa scolastica del 36%, le colonie climatiche di una misura incomprensibile e la copertura del servizio idrico integrato totalmente a carico dei cittadini con un aumento del 15%. Il tutto motivato con un generico riferimento alla “rigida situazione finanziaria” che investe l'ente e di cui, però, non si è dato alcun conto alla città ed alle forze politiche. Che il nostro comune possa trovarsi in difficoltà economiche è fatto possibile, ma ancora non dimostrato o, perlomeno, non comunicato; ma quand'anche così fosse, l'idea di mettere le mani in tasca ai milazzesi, peraltro con provvedimenti che colpiscono orizzontalmente e, quindi, danneggiano maggiormente chi ha meno è la scorciatoia più semplice e allo stesso tempo la maniera peggiore di affrontare i problemi. Ci aspettiamo che la situazione denunciata trovi un primo deciso argine già nei prossimi giorni quando i consiglieri comunali saranno chiamati ad approvare il bilancio di previsione 2010.
Per quanto riguarda la posizione della nostra associazione ribadiamo lo sconcerto e la disapprovazione per le misure adottate che non tengono in alcuna considerazione le difficoltà economiche in cui i nostri concittadini versano a causa della grave crisi nazionale e delle scellerate scelte del governo centrale e, per questo, ci auguriamo e sollecitiamo un deciso ed immediato ripensamento dei provvedimenti adottati nel convincimento che una compagine di centrosinistra che voglia definirsi tale al di là delle etichette non possa e non debba affrontare questioni così importanti senza confronto e, soprattutto, danneggiando chi ha meno.
Il Presidente, Giovanni Formica
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Comune di Milazzo: Replica dell’Amministrazione alla nota dei DeM
In riferimento alla nota diffusa dal presidente dell’associazione Dem, sulla vicenda TARSU il sindaco di Milazzo Carmelo Pino ha rilasciato la seguente dichiarazione.
Milazzo, lì 09/7/2010 – il comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune
“Spiace rilevare come l’intervento diffuso sugli organi di stampa sia forviante rispetto alla realtà delle cose al punto da richiedere questa precisazione con cui l’Amministrazione intende far com-prendere questa prima tappa del rientro nella legalità e nella normalità della vicenda rifiuti. Giova innanzitutto precisare che è stata la Legge a disegnare il percorso effettuato e non certo l’Amministrazione comunale obbligata, senza possibili alternative, a fornire la copertura finanziaria del servizio. Per i rifiuti questo fabbisogno, come per tutti gli altri comuni aderenti, è stabilito dall’ATO 2 che ha assegnato a Milazzo circa 3,8 milioni di euro come quota 2010. Questa cifra, sebbene sia nostra intenzione vigilare, verificare ed eventualmente contestare con ad-debito ogni eventuale disservizio, al momento è indiscutibile. La nuova normativa non solo ha stabilito che l’ATO 2 determina “quanto pagare” ma stabilisce anche “come pagare”. La scelta obbligata per via normativa, infatti, impone dal 2010 il passaggio alla TIA, tariffa che andava approvata dai consigli comunali entro il 30 giugno insieme al relativo regolamento. Proprio il 30 giugno 2010 il consiglio si stava ancora insediando ma, in ogni caso, non avrebbe comunque potuto deliberare alcunché in quanto la precedente amministrazione non aveva redatto il regolamento della TIA che è pre-condizione obbligatoria e senza cui la stessa sarebbe stata illegittima riavviando il circolo vizioso delle bollette illegittime e dei ricorsi dei cittadini…
In assenza di TIA l’amministrazione non aveva altra scelta che riscontrare gli obblighi di legge con l’unica forma possibile e sostenibile: la TARSU. Non avendo determinato ne il “quanto” ne il “come” è quindi incomprensibile ogni tentativo di con-fondere le idee su quello che è stato un percorso obbligato da carenze precedenti e scadenze impossibili da rispettare dal consiglio comunale.
Sul “quanto”, anzi, va detto come l’amministrazione Pino, malgrado i consigli dei tecnici che consigliavano prudentemente di trasferire per intero sui cittadini il costo del servizio come fatto sin ora, abbia deciso di intervenire con fondi di bilancio per ridurre del 20-25% il costo del servizio, deter-minando un abbattimento della spesa delle famiglie in pari misura. Una scelta coraggiosa, stante i grandi sacrifici complessivi, fatta proprio per attenuare la conflittualità della materia, adempiere agli impegni elettorali e chiudere definitivamente anni di confusione in materia di tasse e tariffe sui ri-fiuti causa di ricorsi, proteste e incertezze nella cittadinanza. Un provvedimento “equilibrato” che è una tappa importante nel percorso di rientro nella normalità del problema; che evita di caricare interamente i costi sul bilancio comunale con il sicuro dissesto del comune di Milazzo e i danni conseguenti su tutti i cittadini e le fasce sociali più disagiate.
Questo è solo il primo passo. Per il futuro è nostra intenzione transitare dal 2011 alla TIA che consentirà, dai calcoli che si è iniziato ad effettuare insieme ai comuni limitrofi, un risparmio del 32-35% rispetto alle ultime bollette recapitate. Un intento impossibile da realizzare subito per l’invalicabile scadenza del 30 giugno prima accennata ma che l’amministrazione proporrà sin dal prossimo autunno. Questi i fatti. Al presidente dei Dem, avvocato Formica l’invito a collaborare nel fare chiarezza con i cittadini anziché confondere le idee condizionando negativamente la corretta dialettica cittadino-istituzioni”.
L’Ufficio Stampa

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