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giovedì 7 ottobre 2010

Ancora una volta si paventa la chiusura dell’ESA

Palermo, li 06/10/2010 Il comunicato della presidenza dell’Ente
Ancora una volta si paventa la chiusura dell’ESA. Nell’approssimarsi della scadenza del mandato (15 febbraio 2011) appare indispensabile illustrare le attività e le iniziative che questo Consiglio di Amministrazione ha posto in essere per valorizzare l’ESA sia in funzione delle storiche competenza istituzionali, proprie di un ente strumentale a sostegno dell’agricoltura, che delle nuove esigenze dettate dalla necessità di offrire adeguati servizi per favorire la crescita di un’agricoltura sostenibile rispettosa dei principi della sicurezza alimentare ed in grado di confrontarsi con gli effetti della globalizzazione.
Questa Amministrazione, al suo insediamento, si è dovuta confrontare con un debito di 15 milioni di Euro ed è riuscita a riordinare i bilanci; dal 2007 l’ESA è l’unico Ente regionale ad avere raggiunto un pareggio di bilancio che gli consente, malgrado le limitate risorse finanziarie che il Governo annualmente assegna e bastevoli solo per le spese correnti , di approntare una oculata programmazione. Giova ricordare che con l’Accordo di Programma del 2008 derivante dalla cessione degli immobili, la cui valutazione ammonta a circa € 35 milioni di Euro, la Regione avrebbe dovuto assicurare all’Ente una somma annuale per nove anni commisurata al valore degli immobili mentre, ad oggi, senza una ragione apparente, sono stati accreditati all’Ente soltanto € 800.000. Sicuramente l’ingente patrimonio immobiliare di cui ancora dispone l’ESA è motivo di particolare attenzione: difatti le varie richieste avanzate da questa Amministrazione per poterne attivare la valorizzazione (il primo programma di valorizzazione redatto dai tecnici dell’Ente risale al 2006) sono rimaste inevase come è rimasta inevasa la richiesta, in un momento di palese difficoltà, di rilanciare le attività del Fondo di Rotazione. All’Ente non è stato consentito erogare piccoli prestiti agli operatori agricoli e di contro il Governo Regionale, con L.R. 10/2010 art. 80 comma 10, ha incamerato, per la seconda volta, le somme nella disponibilità del Fondo che, peraltro, sono ancora oggi inutilizzate nelle casse dell’Ente. Pur tra innumerevoli difficoltà questo C.di A. ha, comunque, dato un importante impulso a tutte le attività istituzionali. Merita una particolare citazione l’attività del Servizio Meccanizzazione Agricola: si è riusciti a rivitalizzare un settore particolarmente sofferente e inspiegabilmente screditato e ciò è dimostrato dai numerosissimi attestati di stima e ringraziamento che sono pervenuti dai comuni e dalle amministrazioni territoriali per il lavoro svolto dagli operai stagionali, nella considerazione che gli stessi enti territoriali non riescono a sopperire con i propri fondi alle richieste di manutenzione della viabilità rurale e di sistemazione dei torrenti, con grave disagio per gli operatori agricoli e aggravio per l’ economia della Regione. Inoltre, dal 2006, questo C.di A. ha finanziato numerosi interventi di manutenzione stradale, progetti di elettrificazione rurale, progetti per la realizzazione di un nuovo laboratorio di analisi e per la realizzazione di un centro mercato floro-vivaistico (bando FERS 2007/2013 asse 2 obiettivo spec. 2.1 obiettivo oper. 2.1.1.2 e 2.1.2.1). Ancora, la nuova consapevolezza ambientalistica ha caratterizzato le ulteriori iniziative intraprese sempre in questi ultimi anni: -l’attività della Biofabbrica di Ramacca, che non ha rivali in Europa, consente di assicurare dei servizi di eccellenza nella fase di coltivazione biologica e gli insetti “amici” prodotti vengono utilizzati per la difesa naturale di 3.000 ettari di agrumeti , pari al 40% della filiera regionale condotta in biologico, e sono richiesti anche da operatori esterni alla Sicilia; -i due Laboratori di Analisi Agro-ambientale certificati (Palermo e Catania) lavorano da tempo in “qualità” e assicurano analisi di terreni per il controllo delle riconversioni colturali in biologico e possono certificare, per i prodotti di origine vegetale e per i trasformati, la rispondenza agli standard qualitativi fissati dai disciplinari DOP, IGP e a quelli sanitari per l’identificazione dei residui di pesticidi e per il controllo sui principali inquinanti ambientali; --la continua attività di divulgazione dei tecnici dell’Assistenza Tecnica indirizza e forma gli operatori agricoli; la L.R. 73/77 assegna alle Sopat dell’ESA il 40% della superficie agricola regionale; -il gruppo di progettazione ha in fase avanzata i progetti per la conservazione e valorizzazione dei borghi rurali, un patrimonio architettonico culturale inestimabile; questo Ente ha predisposto il progetto preliminare di recupero di dieci borghi “la via dei borghi”, ha predisposto e presentato il progetto definitivo per il recupero del Borgo Borzellino (l’ESA è l’unico ente ad avere presentato progetti per il bando FESR 2007/2013 Obiettivo Operativo 3.1.3.2), sono in fase di presentazione i progetti per il recupero di Borgo Petilia, Borgo Bonsignore e Borgo Giuliano, si è concordato con l’Assessorato per le Risorse Agricole di utilizzare una parte delle somme disponibili sull’Asse 3 misura 322 per il progetto pilota di recupero e messa in sicurezza di altri due borghi; -l’Ente è in prima linea nell’impianto di colture energetiche ed affianca a questi anche interventi di riqualificazione paesaggistica e ambientale: il progetto VAMSDA, elaborato dai nostri tecnici e finanziato dal POI, racchiude tutti questi contenuti e verrà realizzato nella area degradata di Gela allo scopo di risanare un’ampia fascia inquinata mediante l’impianto di colture energetiche dall’elevato potere depurante. E’ un bilancio sicuramente positivo reso possibile dall’alta professionalità e competenza dei tecnici dell’ESA che sono riusciti a non farsi influenzare dalle continue , ingiustificate e INCOMPRENSIBILI denigrazioni. Questo C.di A., alla vigilia della sua scadenza, consegna alla Regione un Ente dinamico e consapevole dei propri mezzi, con la capacità per potere assolvere ai propri compiti istituzionali e a quelli che il Governo Regionale intenderà affidargli. La sua chiusura non costituisce un risparmio economico per le casse regionali e di contro crea un vuoto operativo che non può certamente essere colmato da un Assessorato che svolge funzioni amministrative ed è chiamato a dare attuazione alla politica comunitaria.
Il Presidente (dott. Roberto Materia)

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